Il ruolo dell'amministratore nella sua prevenzione

Il ruolo dell'amministratore nella sua prevenzione

Studio Marelli s.n.c. - Il ruolo dell'amministratore nella sua prevenzione

In quest’ultimo periodo la notizia che più ha allarmato i condomini della zona nord di Milano (e non solo, visto che altri casi sono stati accertati in varie zone della Lombardia) è stato il propagarsi dei casi di legionella che si sono verificati nel mese di luglio 2018.

La legionella è un genere di “batteri gram-negativi aerobi”, di cui sono state identificate più di 50 specie, suddivise in 71 sierotipi. Quella più pericolosa, a cui sono stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi, è L. pneumophila.

La legionella deve il nome all’epidemia acuta che nell’estate del 1976 colpì un gruppo di veterani dell’ American Legion riuniti in un albergo di Philadelphia, causando ben 34 morti su 221 contagiati (erano presenti oltre 4.000 veterani). Solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un “nuovo” batterio, denominato legionella, che fu isolato nel gennaio del 1977 nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.

Il batterio, che si trova normalmente nell’acqua sotto i 60° e prolifera in condizioni di stagnazione, incrostazioni, sedimenti e biofilm, può essere letale soprattutto per le persone anziane oppure con basse immunità, come, ad esempio, i malati di cancro.
Le condutture dell’acqua sono dunque un ambiente favorevole per il proliferare del battere, soprattutto se prive di manutenzione preventiva.

Il Comune limitrofo alla sede del mio studio, e quindi della maggior parte degli stabili da me amministrati, è stato il paese dove si è maggiormente propagato il batterio: si sono infatti registrati 53 casi di legionellosi, di cui cinque hanno portato i contagiati al decesso.

Ricordo che anche nell’estate del 2014 nello stesso comune (Bresso) vi era stato un analogo focolaio, di dimensioni, però, leggermente inferiori.

Rinvenuto il pericolo, è stata mia premura contattare la segreteria del sindaco del mio Comune, per fissare quanto prima un appuntamento finalizzato a conoscere la procedura che il primo cittadino avrebbe messo in atto al fine di prevenire tragici eventi. Constatata la poca conoscenza della materia da parte del soggetto e capendo che da parte sua non ci sarebbe stato in programma nessun tipo di intervento, probabilmente per non creare un impatto negativo, ho deciso di agire personalmente: la vita degli esseri umani è molto più importante di qualsiasi scelta politica o burocratica... anche nel mese di agosto.

Il decreto legislativo 31/01 emanato nel dicembre 2001, riguardante la qualità delle acque destinate al consumo umano, prevede che i controlli di competenza della rete pubblica arrivino fino al confine della proprietà privata, identificato nel contatore: da quel punto in poi la responsabilità è del privato. Questo purtroppo non significa che il problema si fermi al misuratore dell’acqua, anzi. Conosciamo bene tutti quanti la situazione degli stabili in Italia ed è infatti qui che si distingue una buona da una superficiale amministrazione del territorio. È altresì vero che le normative non lo prevedono, ma sensibilizzare la popolazione a seguire dei semplici accorgimenti è una questione di tatto, buonsenso e di umanità. Buonsenso che, anche in questo caso, ho deciso di seguire.

Prima di continuare vorrei porre attenzione su una questione: sappiamo che ogni singolo intervento, con conseguente esborso di denaro, soprattutto se non preventivato, dovrà essere poi giustificato in sede di consuntivo. Quindi se decidiamo di intervenire per una verifica approfondita della magari già esistente qualità delle acque, con un controllo specifico per la legionella,

abilitato e certificato a poter eseguire le analisi dell’acqua, per poi procedere con la programmazione dei sopralluoghi negli edifici da me individuati. In tre giorni il piano d’intervento è stato organizzato con telefonate mirate da parte nostra, per individuare i circa 70 punti di prelievo nei 22 condomini, avvisando i soggetti che l’ente notificatore li avrebbe contattati per eseguire un prelievo dell’acqua nei vari appartamenti. Il tutto nella prima settimana di agosto.

Successivamente sono partite le telefonate da parte del laboratorio di analisi per fissare gli appuntamenti. Eseguiti i prelievi, sono passate tre settimane di decantazione, necessarie per la rilevazione del batterio.

Pervenuti i risultati, è stato constatato che su 22 stabili analizzati ben 8 sono risultati positivi ai test.

Per una corretta manutenzione ordinaria degli impianti idrosanitari
1. Rubinetti: eseguire una pulizia periodica dei rubinetti sostituendo spesso i filtrini rompigoccia oppure lasciandoli a bagno nell’anticalcare o nell’aceto.
2. Condizionatori: eseguire una manutenzione e pulizia regolare dei filtri del condizionatore.
3. Doccia: Eseguire molto spesso la pulizia dei rubinetti e della doccia . Soprattutto una pulizia accurata dei soffioni e deltubo esterno, smontandoli e immergendoli in una bacinella con prodotto anticalcare oppure aceto.
4. L’impianto privato scaldacqua: alzare momentaneamente la termperatura dell’acqua fino a 70° (shock termico) facendo scorrere l’acqua, senza sostare nella stanza interessata, areando poi il locale al termine dell’operazione (comunque sentire prima il parere del manutentore di fiducia).

Nel caso di presenza accertata del batterio in condominio:
1. Evitare
di lasciare al sole le canne per l’irrigazione del giardino.
2. Evitare l’utilizzo di vasche con idromassaggio.
3. Evitare l’impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per aerosolterapia oppure ossigenoterapia
4. Doccia: fare la doccia solo dopo aver fatto scorrere l’acqua calda e fredda (tenendo le finestre aperte). Durante l’operazione allontanarsi dal punto di emissione dell’acqua.

A questo punto non c’è stato più tempo da perdere. Senza creare inutili allarmismi, ho convocato i consiglieri dei vari condomini interessati in un’unica riunione per poter spiegare loro la situazione, coadiuvato dalla società e dagli analisti di presenza del batterio.

Dove le analisi sono state confermate ho nuovamente convocato il consiglio di condominio, per scegliere il metodo di sanificazione più idoneo da eseguire a seconda della casistica: trattamenti di varia natura sulle tubazioni dell’acqua oppure trattamenti termici nei serbatoi di accumulo.

Vista la situazione, ho quindi deciso di ampliare le verifiche anche agli altri stabili, concordando con i vari consiglieri l’esecuzione dell’intervento. Il caso da me esposto insegna molto. Innanzitutto bisogna essere sempre informati su quello che accade sul proprio territorio, cercando anche di collaborare il più possibile con le pubbliche autorità, sperando che la collaborazione sia reciproca. Infine, evidenzia la necessità di non seguire solo le mere nozioni, ma di utilizzare la programmazione preventiva, l’intuito e il buonsenso, soprattutto nei casi in cui ci sono delle vite umane potenzialmente in pericolo e, da non dimenticare, una responsabilità di tipo penale.